mercoledì 15 luglio 2026

“Stalking. Storie straordinarie di un crimine ordinario”: incontro pubblico a Foggia il 16 luglio

Si terrà a Foggia, giovedì 16 luglio alle ore 18.00, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali (DISS) dell’Università di Foggia (UNIFG), la presentazione del libro di Antonio Russo dal titolo “Stalking. Storie straordinarie di un crimine ordinario”.

L’evento rappresenta un appuntamento di forte impatto civile e culturale dedicato a un tema di grandissima attualità: la violenza persecutoria nelle sue forme tradizionali e digitali, le dinamiche relazionali che la alimentano e le conseguenze profonde che produce sulle vittime e sulle intere comunità.

L’iniziativa è promossa in collaborazione con Foggia Social Club, Tempio della Pace, ACS, Lecce e l’A.P.S. Daunia in Haly.

Prevenzione, informazione e cultura del rispetto

L’evento, che gode del patrocinio dell’UNIFG, intende accendere i riflettori su un reato che può insinuarsi nella quotidianità attraverso segnali apparentemente “normali” — come il controllo, la gelosia e l’insistenza — fino a trasformarsi in una spirale di paura e isolamento. La presentazione sarà un’occasione per aprire un confronto competente e accessibile, unendo prospettive accademiche, psicologiche ed editoriali, e valorizzando il ruolo dell’informazione nel dare voce e strumenti di comprensione.

Rilevanza formativa (“Direttiva Zangrillo”) L’iniziativa è valida per la formazione del personale dell’Università di Foggia, in conformità con la Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione del 14 gennaio 2025. Un riconoscimento che sottolinea la qualità e la rilevanza formativa dell’incontro, inserendolo a pieno titolo tra le attività di aggiornamento e sensibilizzazione del personale pubblico su temi di legalità, prevenzione e cultura del rispetto.

Il programma dell’incontro

L’evento vedrà la partecipazione di diverse figure del mondo accademico, sociale ed editoriale:

  • Saluti istituzionali:
    • dott. Gino Di Pietro (Foggia Social Club)
    • prof.ssa Carmela Robustella (Direttrice DISS UNIFG)
    • prof.ssa Madia D’Onghia (UNIFG)
    • dott.ssa Ines Panessa (psicoterapeuta)
  • Moderatore:
    • dott. Alessandro Scolozzi (giornalista)
  • Interventi:
    • dott. Antonio Russo (autore del volume)
    • dott. Stefano Donno (editore – I Quaderni del Bardo)

Informazioni utili per partecipare

L’ingresso è libero e aperto al pubblico fino a capienza della sala. L’iniziativa si rivolge in particolar modo a studenti, docenti, operatori sociali e sanitari, associazioni e a tutta la cittadinanza, perché riconoscere lo stalking, parlarne correttamente e sapere come orientarsi rappresenta il primo passo concreto di prevenzione e tutela.

  • Quando: Giovedì 16 luglio 2026, ore 18.00
  • Dove: Aula Magna Dipartimento di Scienze Sociali (DISS) UNIFG, Foggia
  • Contatti e info: Cell. 327 844 6 123



A Castel Gandolfo il summit dei Nobel per costruire la pace

 

venerdì 10 luglio 2026

I social network ci stanno programmando per odiarci? Ecco come l’algoritmo uccide il dialogo

 Ogni volta che apriamo un social network, entriamo in un campo di battaglia invisibile. Non ci sono proiettili, ma parole affilate. Non ci sono eserciti schierati, ma fazioni polarizzate pronte a sbranarsi nei commenti. Spesso pensiamo che questa costante tensione sia il riflesso di una società sempre più intollerante. La realtà è molto più cinica: siamo stati programmati per odiarci. Benvenuti nell'era della Pace Algorithmica, dove la serenità sociale viene sacrificata sull'altare del profitto.

L’economia della rabbia: perché l’indignazione genera miliardi
Dietro lo schermo non c'è un arbitro neutrale, ma un codice matematico progettato con un unico obiettivo: trattenerci sulla piattaforma il più a lungo possibile. Per massimizzare i profitti pubblicitari, le Big Tech hanno bisogno della nostra risorsa più preziosa: l'attenzione.
Gli ingegneri della Silicon Valley hanno scoperto presto che la mente umana reagisce ai contenuti con un meccanismo biologico preciso. Gli stimoli che generano empatia, calma o riflessione richiedono tempo per essere elaborati. Al contrario, la rabbia, l'indignazione e la paura attivano risposte emotive immediate e viscerali.
Il modello di business dei feed si basa su questo cortocircuito cognitivo:
  • Più sei indignato, più commenti.
  • Più ti scontri con un utente, più tempo passi a rinfrescare la pagina.
  • Più il feed si polarizza, più la piattaforma monetizza.
Gli algoritmi non sono intrinsecamente malvagi, ma sono ottimizzati per il coinvolgimento (engagement). Poiché la rabbia genera il massimo engagement, il sistema promuove sistematicamente i contenuti più divisivi, nascondendo le sfumature e il pensiero critico.
La distruzione del terreno comune
Il danno più grave di questa dinamica è la distruzione dello spazio di dialogo. Gli algoritmi creano le cosiddette camere dell'eco (echo chambers). Veniamo inseriti in bolle informative dove vediamo solo post che confermano i nostri pregiudizi, intervallati da contenuti estremizzati della fazione opposta, selezionati appositamente per farci infuriare.
In questo modo, l'interlocutore scompare. Chi la pensa diversamente non è più una persona con cui confrontarsi, ma un nemico da abbattere. La complessità dei problemi mondiali viene ridotta a slogan da tifoseria. Questa polarizzazione artificiale distrugge la pace sociale offline, esasperando i conflitti politici, sociali e generazionali nella vita reale.
Verso una "Pace Digitale" attiva: come disarmare il feed
Se la guerra dei feed è invisibile, la resistenza deve essere consapevole. Non basta disconnettersi; è necessario promuovere un'idea di pace digitale attiva. Costruire la pace oggi significa hackerare le nostre stesse abitudini online attraverso tre azioni concrete:
  • Praticare il disarmo dell'attenzione: Imparare a non rispondere alle provocazioni. Negare il nostro commento a un post d'odio significa togliere carburante all'algoritmo che lo sta spingendo.
  • Diversificare la dieta mediatica: Cercare attivamente fonti esterne ai circuiti dei social, leggendo analisi lunghe e punti di vista complessi che l'algoritmo tenderebbe a nascondere.
  • Esigere la trasparenza algoritmica: Sostenere le regolamentazioni che impongono alle piattaforme di rivelare come funzionano i loro sistemi di raccomandazione e di rimettere il controllo dell'ordine cronologico dei feed nelle mani degli utenti.
La pace non è la semplice assenza di conflitti, ma la presenza della capacità di gestirli senza distruggersi. Finché lasceremo che una riga di codice decida cosa deve farci arrabbiare, saremo burattini in una guerra che arricchisce pochi e impoverisce tutti. Spegnere l'algoritmo della rabbia è il primo, rivoluzionario passo per tornare a parlarsi.




La pace è finita. Così ricomincia la storia in Europa di Lucio Caracciolo (Feltrinelli)

  «Qui sono in gioco l’egemonia americana e il bluff europeista» Quando crollò il Muro di Berlino, i cantori della vittoria dell’Occidente n...