mercoledì 11 marzo 2026

Approdo per noi naufraghi. Come costruire la pace di Elena Basile (PaperFIRST)

 Un appello lucido e necessario: ripartire dai valori fondanti dell’Europa per uscire dalla crisi del liberalismo, del multilateralismo e della democrazia svuotata. Tra analisi e visione, una proposta per non arrendersi al disincanto.


Un approdo esiste. Ripartire dai valori umanistici e dai princìpi delle costituzioni democratiche europee è possibile. Il saggio apre un dibattito, indica una direzione di marcia. I popoli europei vogliono una riforma radicale della società in accordo con i valori di libertà e giustizia sociale, pace e prosperità. I naufraghi possono ancora salvarsi. Siamo consapevoli tuttavia della tempesta nelle cui acque rischiamo di annegare. Questo volume analizza la crisi del liberalismo democratico e del multilateralismo. Il dialogo e la lotta tra capitale e lavoro degli anni Settanta sono scomparsi. Il capitalismo finanziario trionfa e porta alla società dell’1%. L’autrice esamina i meccanismi essenziali dell’Unione europea che ha tradito i suoi stessi princìpi. L’Ue non conosce la divisione dei poteri tra legislativo, esecutivo e giudiziario, non ha legittimità democratica. Maastricht ha codificato il neoliberismo e messo da parte le riforme sociali. In un orizzonte che resta tragicamente europeo, è necessario un cambio di paradigma. Si riparte dalla cooperazione e dalla solidarietà, dalla pace in un mondo multipolare dove l’Europa ritrovi il suo posto. Costruire il multilateralismo senza doppi standard, il dialogo interculturale e interreligioso, il diritto contro la forza, la giustizia sociale, la mediazione diplomatica sono obiettivi ancora vivi. Si può contrastare la barbarie che avanza, il libro indica una strada e apre un confronto





martedì 10 marzo 2026

FLASH MOB PER LA PACE: «COINVOLGIMENTO COLLETTIVO PER DIRE NO ALLA GUERRA» | 09/03/2026

 

Bhagavadgita

 La Gītā, conosciuta anche come Bhagavadgītopanisad, è un grande classico della spiritualità. Si tratta di un poema dialogato di settecento versi, in diciotto canti corrispondenti ai capitoli XXV-XLII del sesto libro dell'epopea sulla battaglia tra Pandava e Kaurava narrata nel Mahābhārata. Il testo tradisce influenze diverse e non si può stabilire una datazione precisa, anche se si può ipotizzare il II o I sec. a.C. La Gītā occupa un posto centrale nel pensiero indiano ed è considerata un libro sacro, come i Veda e le Upanisad. Ha il valore di un messaggio universale, in quanto parla delle lotte interiori ed esteriori dell'esistenza umana e illumina il mistero della vita. In essa si svolge il dialogo tra un uomo e un dio: tra il principe Arjuna, ufficialmente figlio di Pāndu, in realtà figlio del dio Indra, e il suo auriga Krsna, che gli si rivela come dio e mostra come tutto, compresa la guerra intestina che Arjuna deve combattere, faccia parte di un disegno cosmico divino. Una delle caratteristiche più importanti di tutto il testo resta l'importanza attribuita allo yoga, l'unificazione dei sensi e del pensiero. Tramite il raccoglimento e i procedimenti classici dello yoga si raggiungono la concentrazione e la chiara visione della realtà, e quindi la devozione che consente di raggiungere la liberazione. La Bhagavadgītā è espressione infatti dell'equilibrio tra adorazione fiduciosa del fedele e benevolenza della divinità. Dopo una serie di considerazioni filosofiche l'opera si conclude poi ritornando alla grande epopea, con Arjuna illuminato da questo insegnamento e pronto alla lotta.

Questa edizione della Bhagavadgītā è stata pubblicata per la prima volta da Adelphi nel 1976.





Il Libro di Mormon: Un altro testamento di Gesù Cristo Formato Kindle di La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

 


















Uno dei quattro volumi di Scritture accettati dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. È un riassunto, fatto da un antico profeta di nome Mormon, degli annali di antichi abitanti delle Americhe. Fu scritto per rendere testimonianza che Gesù è il Cristo. Riguardo a questi annali il profeta Joseph Smith, che li tradusse per dono e potere di Dio, disse: “Ho detto ai fratelli che il Libro di Mormon è il più giusto di tutti i libri sulla terra e la chiave di volta della nostra religione, e che un uomo si avvicina di più a Dio obbedendo ai suoi precetti che a quelli di qualsiasi altro libro” (vedi l’introduzione al Libro di Mormon).

Il Libro di Mormon è la storia religiosa di tre gruppi di persone che emigrarono dal Vecchio Mondo nel continente americano. Questi gruppi erano guidati da profeti, che incisero su tavole di metallo la loro storia religiosa e secolare. Il Libro di Mormon racconta la visita fatta da Gesù Cristo a dei popoli delle Americhe dopo la Sua risurrezione. Un’epoca di pace che durò duecento anni seguì a questa visita di Cristo.

Moroni, ultimo dei profeti e storici nefiti, suggellò il compendio degli annali di questi popoli e lo nascose verso il 421 d.C. Nel 1823 il risorto Moroni apparve a Joseph Smith e in seguito gli consegnò questi antichi e sacri annali perché li traducesse e li facesse conoscere al mondo come un’altra testimonianza di Gesù Cristo

Scoprire la persona dietro al nemico: una nuova strada per la pace. | Milica Karic | TEDxYouth@Jesi

 

Perché la leadership femminile è cruciale per la pace e la sicurezza | Irene Fellin | TEDxGenova

 

Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra di Paolo Mieli (Rizzoli)

 «Si fa presto a dire pace. Quando finisce una guerra, restano irrisolti innumerevoli problemi generati di norma da dettagli trascurati per ragioni di necessità. Anche quando è ben chiaro il confine che divide i vincitori dagli sconfitti, a chi sarà assegnato l'alloro per aver combattuto dalla parte del bene e chi sarà invece dannato come un'incarnazione del male.»


Niente di più attuale, verrebbe da dire. Ed è per questo che Paolo Mieli si impegna a tracciare in queste pagine un percorso che dalla storia antica alla più recente inquadra i meccanismi (spesso imperscrutabili, subdoli, addirittura violenti) della pacificazione post- conflitto. Nella convinzione, come scrive l'autore, che quando si tratta di «fare la pace» «un buon ripasso, ancorché per sua natura disomogeneo, può esserci più utile delle improvvisazioni. Delle pur auspicabili sospensioni dei combattimenti. Destinate a reggere per un tempo breve, e a covare nuovi conflitti». Così dalla Grecia antica al Medio Oriente, dall'Italia post-bellica all'Unione Sovietica, Mieli ci offre una panoramica avveduta e selezionata sui casi più emblematici di «paci che non lo erano», di conflitti mai sopiti, di rivisitazioni storiche (o di storture, a volte) delle figure dei vinti e dei vincitori. Sempre nel solco del magistero di Renzo De Felice, cui è dedicato il saggio conclusivo, che, scrive Mieli, «mi ha insegnato a diffidare delle "verità rivelate", a mettere in discussione la versione ufficiale degli accadimenti passati. Versione utile a far tornare i conti, a corroborare i giudizi sul presente»





Il Papa a Torrevecchia: tutti possiamo essere costruttori di pace e di riconciliazione - Vatican News

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Gli U2 invocano la pace degli esausti | iO Donna

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La cantante Noa bloccata a Firenze: «Canto per la pace, ma ho paura di questa guerra in Iran: è un conflitto grave, diverso da tutti gli altri» | Corriere.it

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